Un cassanese espone ad Albizzate: in mostra “La velocità del sogno” - Informazioneonline.it

2023-02-16 16:21:30 By : Mr. John Zhang

Un successo di presenze e visitatori domenica pomeriggio, 12 febbraio, ad Albizzate per l’esposizione artistica “La velocità del sogno”, allestita nello spazio espositivo di un’azienda ottica locale in via Ronchetti.

Ad esporre le loro opere erano presenti artisti del nostro territorio e non solo: è il caso di Roberto Carullo, artista POP autodidatta, che, attraverso la magia del fumetto e la sua ricombinazione con elementi della realtà riprodotti sulla tela aerografata, suscita emozioni in grandi e piccini, mescolando passato, presente e futuro. La sua parola d’ordine è ossimorica: l’originalità della semplicità.

Nelle realizzazioni di Roberto Carullo, infatti, la materia prima utilizzata, il polimero, con termine comune la plastica, inonda la tela con un gioco di contrasti policromi, lucidi, satinati e trasparenti, come le tessere di un mosaico postmoderno.

Carullo, artista dal profilo internazionale, ha all’attivo più d’una esposizione al Moma di New York, espone in questa mostra dal titolo futurista insieme ad altri cultori dell’arte, artisti diversi tra loro, con stili e tecniche differenti e alquanto originali.

Tra questi, Andrea Genovese, ad esempio, si esprime con le resine; nelle sue opere si ammirano spazi sommersi, distese calme e siderali, fiumi di colore, ibridazioni materiche. Nelle sue creazioni sono racchiusi e ibridati mondi diversi e lontani tra loro, realizzati con materiali vari, oggetti, tessuto, legno, bulloni e resine. Per Andrea Genovese, cittadino di Cassano Magnago, esprimersi con la resina è un lavoro artigianale, quotidiano, realizzato come professionista nel settore delle resine decorative (azienda AMBER GREEN a Gallarate), ma è anche una passione espressa nella libertà del momento feriale, sganciata dalla logica del profitto o dall’esigenza del committente.

Difficile descrivere a parole le opere esposte da tutti gli artisti, Davide Datola, Paolo Monterisi e Annarosa Romano, realizzate coi tecniche pittoriche o scultoree varie, a volte miste e contaminate, altre disposte come vere e proprie installazioni, legate a riferimenti letterari o autori della letteratura internazionale contemporanea, quale l’installazione realizzata da Davide Datola in riferimento al romanzo di Philip Roth, La maccina umana, e alla controversa questione dell’accusa di razzismo rivolta al protagonista del romanzo, Nathan Zuckerman, in merito all’utilizzo ambiguo del vocabolo “spook”.

L’artista veronese ha realizzato due gigantesche teste di colore opposto, un bianco lucido l’altra nero intenso, per rendere concreta l’idea dell’ambivalenza semantica del vocabolo, che può significare, a seconda del contesto d’uso, “fantasma” o dispregiativamente “negro”.

A completare l’installazione un grande fantoccio sdraiato a terra, realizzato con iuta, stoffe e paglia, a rappresentare le conseguenze dell’accusa di razzismo risvolte al protagonista del romanzo e a Philip Roth stesso, letteralmento “steso a terra” dal peso delle parole, sue e altrui.

L’esposizione vanta due sponsor d’eccezione: il Museo Agusta di Samarate e il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene DOCG, Prosecco superiore dal 1876.

Le sponsorizzazioni la dicono lunga sulla promozione culturale svolta da sempre dagli imprenditori italiani, sul loro mecenatismo lungimirante a vantaggio della cultura e dell’arte nei loro territori.

La Fondazione Museo Agusta, infatti, inaugurata nell’anno 2022, racconta la storia centenaria di una grande realtà industriale, nata a Samarate, poi diffusasi a livello nazionale per diventare, con Leonardo, leader mondiale nel settore aeronautico. Il nome Agusta compare infatti già ai primordi della storia dell’aviazione con Giovanni Agusta, pioniere del volo, famoso per aver volato per la prima volta nel 1910 con un biplano fino a Capua. Nel 1923 Giovanni Agusta fondò nel bel mezzo della brughiera di Malpensa un’industria aeronautica di manutenzione, precisamente a Cascina Costa di Samarate. Nel 1945, la generazione successiva, con Domenico Agusta, iniziò a produrre motociclette, aprì il Reparto Corse iniziando

la leggenda MV Agusta, con 75 Campionati del Mondo, vinti, record tutt’ora insuperato. Negli anni Cinquanta alle moto l’azienda aggiunse la produzione di elicotteri, fino a diventare nel 1978 la produzione prevalente ed esclusiva, dopo aver realizzato il modello A109, che spiccò il volo nel 1971 e divenne un successo internazionale.

La collaborazione tra il Museo Agusta e il mondo dell’arte è giunta alla sua quinta edizione, rappresenta un importante punto di unione tra il mondo dell’impresa industriale e l’arte, collocato nel solco di una tradizione che ha una lunga storia.

Gli imprenditori del territorio varesino, infatti, sono stati da sempre promotori di iniziative culturali quali musei, collezioni, associazioni, eventi, esposizioni, raccolte.

Il mecenatismo delle due imprese, varesina e veneta, punta in alto e pensa alla grande in una una prospettiva “glocal”: da Albizzate gli artisti esporranno prossimamente al Moma di New York. Vi terremo informati.

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