Infezioni dentali difficili da curare: la causa potrebbe essere un nuovo superorganismo- Corriere.it

2023-02-16 16:48:04 By : Ms. Janice wei

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L’esperto della Cattolica: «Il risultato dello studio apre scenari futuri sulla ricerca di farmaci mirati a contrastare l’interazione tra diverse specie microbiche e magari prevenire le carie»

I microbi che causano le carie possono formare un nuovo superorganismo molto più dannoso e resistente alle cure. È quello che dimostra uno studio condotto dall’università della Pennsylvania e pubblicato sulla rivista dell’Accademia nazionale delle scienze statunitense Pnas. I ricercatori hanno analizzato, nei bambini affetti da carie, il comportamento di due microrganismi che comunemente vivono nella nostra bocca: il batterio Streptococco mutans, principale responsabile della carie dentaria e il fungo Candida albicans (che secondo alcuni studi avrebbe un ruolo nella malattia). Nella saliva dei bambini con i denti cariati questi due microrganismi si uniscono generando un superorganismo in grado di muoversi e diffondersi velocemente tra i denti. Una capacità che i due microbi singolarmente non hanno.

Lo Streptococco mutans solitamente è statico ma, agganciandosi al “braccio” (filamento) del fungo, riesce a spostarsi compiendo dei balzi ed espandendosi a una velocità superiore a 40 micron all’ora, simile a quella dei fibroblasti, le molecole che intervengono nella guarigione delle ferite. Da questa interazione si sviluppa una placca dentale (detta anche biofilm, cioè un aggregato di microrganismi che forma una sottile pellicola) che provoca danni più estesi e più severi ai denti e che si fa molta più fatica a rimuovere con le normali manovre di igiene orale (spazzolamento dei denti e uso di dentifrici antimicrobici).

Nuovi scenari per le cure

«Sappiamo già che la Candida albicans e altri funghi che causano delle infezioni a carico della polpa dentaria , la parte più interna del dente, e che arrivano a colpire l’osso che contiene il dente provocando ascessi e necrosi del nervo, sono particolarmente resistenti alle terapie antimicrobiche e di pulizia – spiega Nicola Maria Grande, docente di endodonzia dell’università Cattolica di Roma e presidente eletto dell’Accademia italiana di endodonzia –. Se non si riesce a fare una detersione approfondita del dente devitalizzato non si può neanche applicare il sigillante che serve a impedire la penetrazione batterica e diventa necessario estrarre chirurgicamente i tessuti infetti o tutto il dente e sostituirlo con una protesi . Il risultato dello studio americano – continua Grande – potrebbe aiutarci a dare una spiegazione ai fallimenti dei trattamenti che mettiamo in atto e a cui spesso non sappiamo dare un motivo. Inoltre, apre scenari futuri sulla ricerca di farmaci mirati a contrastare l’interazione tra diverse specie microbiche e magari prevenire le carie».

Occhio al fumo e agli zuccheri

La nostra bocca è colonizzata da miliardi di microrganismi buoni e cattivi (cioè che possono causare una patologia). Quando gli agenti cattivi hanno più probabilità di provocare infezioni e infiammazioni a carico di denti e gengive? «Dipende dalla condizione del cavo orale e dalle nostre abitudini – chiarisce Grande – . Il fumo , per esempio, altera il ph della saliva rendendolo più acido e favorendo in questo ambiente la proliferazione batterica . L’autodetersione che avviene masticando i cibi ricchi di fibre ci aiuta a tenere puliti i denti; mentre gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri sono un nutriente ideale per i batteri e contribuiscono a farli crescere . La possibilità di contrarre delle infezioni orali dipende anche dalle difese immunitarie della persona, se è immunodepressa è sicuramente più a rischio, e d alla sua predisposizione genetica ».

Lavare i denti 3 volte al giorno

Quante volte al giorno è necessario lavarsi i denti per prevenire le patologie orali? Consiglia Grande: «Tre volte usando correttamente lo spazzolino seguendo un movimento verticale, dalla gengiva verso il dente . Non bisogna pulirsi i denti ogni volta che addentiamo un cibo. Un eccesso di lavaggi rovina lo smalto e deteriora il dente. A tempo zero i batteri che si attaccano al dente sono innocui e impiegano circa otto ore a organizzare la placca che aggredisce i tessuti. Entro quel tempo pertanto va rimossa la placca con spazzolino, dentifricio e se possibile filo interdentale».

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