Dovete cambiare look a una vecchia porta in legno, alla testiera del letto in metallo, al rivestimento in piastrelle o agli infissi? Ci sono tanti prodotti per farlo. Vi proponiamo qualche esempio di re-styling, realizzato con una particolare resina multisuperficie.
Riciclo, recupero, upcycling sono termini che ormai fanno parte del nostro quotidiano. Appartengono a una filosofia di vita che guarda al “risparmio” in piccola e grande scala, che pensa all’ambiente e può dare grande soddisfazione. Cimentarsi in lavori fai da te infatti può essere un hobby, un modo per rilassarsi e dar sfogo alla fantasia. Serve un po’ di manualità e pazienza ma, con l’aiuto degli attrezzi giusti e puntando su prodotti di ultima generazione, altamente performanti e di facile stesura anche i meno esperti possono ottenere risultati sorprendenti sotto il profilo estetico ed efficaci in termini di resa pratica.
Fra i tanti prodotti che si possono impiegare, alcuni sono adatti solo per un materiale specifico altri funzionano su diversi supporti. Come la resina decorativa a base d’acqua impiegata per il relooking di arredi in legno e metallo, pavimenti ceramici, infissi in alluminio e pvc, che vediamo in questi esempi.
Per garantirsi un esito ottimale, prima di stendere il prodotto di finitura è necessario preparare il supporto, trattando la superficie con apposite formulazioni, e seguendo una serie di step che variano in base ai materiali.
Oltre a rinfrescare vecchi mobili, si può intervenire anche su superfici non ancora rifinite come il legno naturale. È il caso, per esempio, di mobili o complementi in legno di abete grezzo, come tavoli, madie, librerie, scaffali. O perline da applicare a parete. Questa finitura infatti ha un aspetto molto simile a una laccatura opaca, e visto che si può declinare in numerosi colori, è perfetta per personalizzare gli interni.
In questo caso, la prima operazione da compiere è applicare una mano di resina come fondo, diluendola secondo le istruzioni. Si può impiegare un piccolo rullo o un pennello. Dopo la completa essiccazione, carteggiare la prima mano di fondo, fino a ottenere una superficie uniforme e liscia.
Stesura a pennello della finitura Microresina® di Kerakoll (www.kerakoll.com)
Se invece si interviene su superfici già rifinite, come una vecchia porta, una finestra un mobile, prima di procedere con la verniciatura è necessario carteggiare la superficie con un disco abrasivo – pad (schotch brite) – rimuovere eventuali parti distaccate con carta abrasiva e successivamente pulire con un panno inumidito con un preparatore organico, cioè un prodotto apposito per il trattamento e la pulizia di fondi inassorbenti, così da far aderire bene la resina in una fase successiva. Se sulla superficie sono presenti delle imperfezioni, vanno stuccate preventivamente.
Carteggiatura di una superficie in legno con disco abrasivo.
È un caso meno ricorrente, ma può capitare. Per esempio, su una ringhiera, una cancellata, uno scaffale. Per prima cosa vanno asportate eventuali tracce di ruggine o le scaglie di laminazione del ferro, utilizzando delle spazzole metalliche. Va poi ripulita la superficie con un panno e passata una mano di pittura antiruggine, che va lasciata agire per almeno 24 ore.
Asportazione ruggine da superficie in ferro nuovo con spazzole metalliche.
Se si interviene su un supporto vecchio già rifinito, bisogna carteggiare la superficie con un pad (scotch brite). In seguito, con un panno inumidito con il preparatore organico, ripulire la superficie. Nelle zone dove la vernice è distaccata, se è presente della ruggine, il consiglio è di rimuoverla accuratamente e applicare una pittura antiruggine e anticorrosiva.
Pulizia della superficie in ferro con un panno umido, prima della stesura della resina.
È un lavoro un po’ delicato, ma si può fare. Anche in questo caso va carteggiata la superficie con un una nastro abrasivo, poi va rimossa la polvere con un panno inumidito con il preparatore organico. Per facilitare l’intera operazione, meglio smontare le ante e appoggiarle su dei cavalletti.
Carteggiatura di una finestra in pvc con disco abrasivo.
Pulire il telaio dell’infisso in alluminio con panno inumidito.
Prima della fase di preparazione del sottofondo, bisogna accertarsi che le fughe sia ben asciutte e con stuccature uniforme, e se necessario procedere alla ristuccatura puntale. Verificare anche che non siano stati utilizzati sigillanti siliconici o acetici, in caso positivo rimuoverli con idonei prodotti al fine di eliminare ogni patina oleosa. Inoltre è importante che nella stanza ci sia una temperatura superiore a 15°C, in modo che la superficie delle piastrelle non sia troppo fredda. Anche in questo caso, poi, è necessario passare l’intera superficie passando un panno inumidito con il preparatore organico per favorire, in seguito, l’aggrappaggio della resina di finitura.
Stesura di un prodotto aggrappante su una superficie rivestita con piastrelle in ceramica.
Una volta preparato il sottofondo, in base al materiale del supporto, si può procedere con lo stesura della resina.
Questa operazione è fondamentale e vanno seguite in maniera accurata le indicazioni riportate sul prodotto. Una volta che la formulazione è pronta, va utilizzata entro un tempo definito, indicato nella scheda tecnica.
Fase di miscelazione della finitura decorativa Microresina® di Kerakoll (www.kerakoll.com)
Il bello dei prodotti “universali”, come la resina, è quello di poter realizzare soluzioni total look, stendendo lo stesso prodotto su superfici di materiale differente. Come nell’esempio qui sotto, che “rinfresca” una parete con il rivestimento in ceramica compresa la porta in legno.
Prima di stendere la resina, bisogna isolare le superfici che non devono essere verniciate con apposito scotch di carta. Per sicurezza utilizzare un nastro alto 5-6 cm, applicarlo lungo i profili delle superfici da proteggere: in questo caso il muro intorno alla porta e la porzione di parete sopra le piastrelle.
La resina deve essere applicata su tutta la superficie con un rullo, e per un buon risultato servono due o tre mani. Su superfici inassorbenti, applicare la prima mano pura. Una volta asciutta, attendere almeno sei ore prima di procedere con la seconda mano. Poi lasciare trascorrere 6-12 ore prima di procedere con la mano successiva.
Per stendere la resina, partire da un’estremità della parete e procedere per piccole porzioni in modo uniforme, fino a ultimare l’intera superficie.
Applicazione della resina con un rullo su porta in legno e rivestimento in piastrelle.
Su superfici irregolari o di dimensioni ridotte, come per esempio i profili metallici della testata di un letto, la resina può essere applicata a pennello in due, tre o più mani, fino a raggiungere la copertura desiderata. Se la base di partenza è più scura servono più mani e viceversa.
Adatto, per realizzare questi esempi di relooking è Microresina di Kerakoll, della Color Collection (www.kerakoll.com). Si tratta di una formulazione che crea un microfilm all’acqua con finitura laccata opaca pensata per il re-design di tutti gli elementi di arredo, pavimenti ceramica e parquet esistenti. Microresina permette infatti di ricolorare porte, infissi interni ed esterni e corpi riscaldanti e decorare rivestimenti in ceramica comprese le fughe, trasformandoli in superfici dallo stile fresco e contemporaneo. Superversatile, è disponibile in 150 varianti di colore sofisticate e uniche. In più è altamente smacchiabile e resistente ai detergenti e disinfettanti. Inoltre, risponde al protocollo HACCP per la decorazione di ambienti ad uso alimentare e non rilascia VOC o sostanze dannose per l’ambiente e le persone.